Nel solenne contesto delle celebrazioni per il Decennale della Costituzione della Fondazione Real Sito di Carditello



di Giovanni Di Cecca

Nel solenne contesto delle celebrazioni per il Decennale della Costituzione della Fondazione Real Sito di Carditello, prende forma un evento di straordinaria levatura spirituale e artistica: una Messa Solenne con Coro e Solisti, celebrata nella Chiesa dell’Ascensione, nella veneranda e suggestiva Cappella Palatina, scrigno architettonico di armonie marmoree e di silenzi eloquenti. 

Non si tratta di una semplice ricorrenza calendariale, bensì di un rito civile e culturale che suggella dieci anni di rinascita, tutela e valorizzazione di uno dei più alti simboli della civiltà borbonica e dell’identità storica del territorio. 

Il Real Sito di Carditello, già delizia reale e luogo di sperimentazione agricola illuminata, assurge oggi a emblema di riscatto morale e di rigenerazione culturale. In tale cornice, la celebrazione liturgica assume un significato che travalica la dimensione cultuale per farsi memoria viva, atto di gratitudine e promessa di futuro. 

La scelta della Messa Solenne, forma musicale e liturgica tra le più elevate della tradizione occidentale, rivela un’intenzione chiara: onorare l’anniversario con il linguaggio universale della musica sacra, quella musica che, nei secoli, ha saputo elevare l’animo umano verso l’Assoluto, trasfigurando la parola in canto e il canto in preghiera. 

Coro e solisti (tra cui spicca il nome del tenore M° Walter Omaggio), uniti in un intreccio di polifonie e dialoghi concertanti, daranno voce a un repertorio che coniuga rigore compositivo e tensione spirituale, secondo la più nobile tradizione della musica ecclesiastica italiana. 

La Cappella Palatina, con la sua cupola maestosa e le sue linee armoniche, non è mero contenitore architettonico, ma partecipe protagonista dell’evento. 

Le sue volte ornate, illuminate da una luce che pare discendere come grazia silenziosa dall’alto, amplificheranno le vibrazioni sonore in una risonanza quasi mistica, creando un continuum tra spazio e suono, tra materia e spirito. In essa, l’eco delle voci si farà memoria delle generazioni trascorse e auspicio per quelle venture.  

Alle ore 17.30, a suggello di un pomeriggio già denso di significati, il programma si arricchirà con l’esecuzione de Il Maestro di Cappella di Domenico Cimarosa, deliziosa e arguta pagina del teatro musicale settecentesco. In questo celebre intermezzo, summa di finezza ironica e di sapiente costruzione drammaturgica, la figura del direttore d’orchestra si trasfigura in maschera comica, capace di incarnare, con bonaria caricatura, le vanità e le fragilità del mondo musicale. 

L’opera sarà interpretata dal baritono Luigi Cirillo nel ruolo del comico direttore, chiamato a sostenere con brillantezza attoriale e rigore musicale una partitura che richiede duttilità espressiva, senso del ritmo teatrale e consapevolezza stilistica. 

La sua presenza conferisce ulteriore prestigio all’evento, inserendosi in una linea interpretativa che guarda con rispetto filologico alla tradizione, senza rinunciare a vivacità comunicativa. 

Sul podio, quale Maestro Concertatore, il valente e applaudito direttore d’orchestra Edoardo Ottaiano, la cui sensibilità musicale e la cui solida competenza tecnica garantiranno coesione, equilibrio timbrico e slancio interpretativo. 

Sotto la sua guida si esibirà l’Orchestra di Fiati del Liceo Margherita di Savoia, compagine giovanile formata da artisti già eccellenti per disciplina, maturità e consapevolezza sonora. 

In loro si riconosce il frutto di una formazione rigorosa e appassionata, capace di coniugare studio e visione, tradizione e rinnovamento. 

Essi rappresentano non soltanto una promessa, ma una realtà viva del panorama musicale del territorio, autentico pilastro di una rinnovata progettualità orchestrale. 

L’evento si inserisce così in un percorso culturale che la Fondazione ha intrapreso con costanza e lungimiranza, restituendo al Real Sito non soltanto la sua dignità monumentale, ma anche la sua funzione originaria di luogo di incontro, di studio e di elevazione. 

Celebrare con la musica significa riaffermare il primato dell’arte quale strumento di coesione sociale e di educazione al bello, in un tempo che troppo spesso smarrisce il senso dell’armonia. 

Il programma della giornata, previsto per sabato 21 febbraio 2026 alle ore 16.30, non sarà dunque soltanto un appuntamento nel calendario degli eventi, ma un’autentica esperienza estetica e spirituale. 

Ogni nota, ogni pausa, ogni inflessione dinamica contribuirà a costruire un tessuto sonoro che inviterà l’uditorio alla contemplazione e alla riflessione, mentre la successiva pagina cimarosiana offrirà un contrappunto brillante e teatrale, in un equilibrio sapiente tra sacro e profano, tra gravitas e sorriso. 

In questa duplice proposta, liturgica e teatrale, la dimensione artistica e quella comunitaria si compenetrano armonicamente: la coralità diviene metafora di comunione, la voce solista simbolo dell’individualità che si offre e si armonizza nel tutto. 

Così, l’anniversario della Fondazione si trasfigura in celebrazione dell’unità tra passato e presente, tra memoria e progettualità, tra identità e speranza. 

Un deferente e sentito ringraziamento è rivolto al Presidente della Fondazione, Maurizio Maddaloni, per la visione e la dedizione con cui guida questa istituzione, e a tutta la Direzione Artistica per aver concepito e realizzato uno straordinario evento capace di coniugare profondità spirituale, eccellenza musicale e alto valore simbolico. 

È nel segno di tale sintesi, tra bellezza architettonica, profondità spirituale e sublimità musicale, che il Real Sito di Carditello rinnova la propria vocazione a essere faro culturale e luogo dell’anima. 

Un decennale che non si limita a commemorare, ma che invita a perseverare, con rinnovato ardore, nella custodia e nella diffusione di quel patrimonio immateriale che chiamiamo civiltà.

 


 

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