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| Photo © 2026 Giovanni Di Cecca / MagnaPicture.com |
Sembra quasi di raccontare una storia alla C'era una volta... eppure al tempo della cosiddetta Campania Felix, il '700 napoletano, il nostro territorio era ricco di posti che facevano sgranare gli occhi ai rampolli delle casate nobiliari (o anche soltanto agiate) europee.
Sarebbe facile parlare della Reggia di Caserta, di Palazzo Reale a Napoli, o della semi sconosciuta Reggia di Portici (nata per volere di Carlo III di Borbone).
Eppure la Reggia,complesso architettonico sobrio ed elegante di stile neoclassico, fu destinato da Carlo III di Borbone (1716-1788) a luogo per la caccia e l'allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone (1751-1825) in una fattoria modello per la coltivazione del grano e l'allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini.
Fu anche uno di simboli di libertà più privata dei sovrani di Napoli, di Ferdinando IV di Borbone e della Regina Maria Carolina, era in un posto molto più riservato a pochi chilometri da un grande luogo spirituale come Il Santuario della Madonna di Briano a Villa di Briano (CE).
Era la Reggia di Carditello, il cui nome non è legato al comune di Cardito (che si trova da tutt'altra parte), bensì al Cardo, fiore appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dove nella tradizione antica viene attestata da varie leggende che associano questo fiore al pastore siciliano Dafni, alla cui morte (grazie all'intervento di Pan e Diana), la Terra, piena di dolore, fece nascere una pianta piena di spine, il cardo appunto. È da ricordare ancora che nelle tradizioni norrene il cardo era associato al dio Thor (dio della guerra e dei fulmini)
Il fabbricato è stato costruito dall'architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli. L'area antistante, formata da una pista in terra battuta che richiama la forma dei circhi romani, abbellita con fontane, obelischi ed un tempietto circolare dalle forme classicheggianti, era destinata a pista per cavalli.
In questo posto così riservato (a poca distanza da Capua, dove c'è il celebre anfiteatro, modello del Colosseo a Roma), i sovrani amavano passare quello che oggi chiameremmo il loro tempo libero.
Nel corso del tempo questo piccolo gioiello neoclassico, subì un progressivo abbandono, cui seguirno spoliazioni e degrado, fino ad essere un feudo camorristico.
Come riporta Wikipedia: Nel 1920 gli immobili e
l'arredamento passarono dal demanio all'Opera Nazionale Combattenti e i
2.070 ettari della tenuta furono lottizzati e venduti. Rimasero esclusi
il fabbricato centrale e i 15 ettari circostanti, disposti a ventaglio
sui lati ovest, nord ed est del medesimo complesso, che nel secondo
dopoguerra entrarono a far parte del patrimonio del Consorzio generale
di bonifica del bacino inferiore del Volturno.
Nel 1943 fu occupata dalle truppe tedesche e poi da quelle americane.
Con
ordinanza del 27 gennaio 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
- Ufficio Esecuzioni Immobiliari - dispose la vendita all'asta del
complesso monumentale denominato Real Sito di Carditello al prezzo base
di 10 milioni di Euro. Il Tribunale assegnò il diritto di prelazione al
Comune, alla Provincia, alla Regione e al MiBAC; tuttavia alla fine del
2013 erano già state 11 le aste andate deserte.
Dal 2011 al 2013
la reggia fu sorvegliata a titolo volontario da Tommaso Cestrone, che
più volte aveva cercato di attirare l'attenzione della politica per il
recupero del complesso architettonico nel quale trovò la morte, colto da
infarto, la notte della vigilia di Natale del 2013.
Nel gennaio
del 2014 venne firmato un accordo preliminare tra la Società Gestione
Attività, che aveva acquisito i crediti del Banco di Napoli, e il
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la
cessione del complesso edilizio al ministero stesso. L'accordo prevedeva
una cessione al ministero da parte della Sga (quando quest'ultima
entrerà in possesso del decreto di aggiudicazione del Tribunale dopo il
saldo) del complesso Real Sito Carditello al costo di 2 milioni e mezzo
di euro a fronte degli 11 milioni e mezzo di euro sborsati dalla stessa
Sga (società che gestisce i crediti del Banco di Napoli) che non ha
sollevato il Consorzio debitore dal pagamento dei restanti 30 milioni di
euro.
L'8 gennaio 2017 ebbe luogo la riapertura della tenuta al
pubblico. L'antica quadreria del Real sito, per anni dispersa in vari
musei ed enti statali, è stata recentemente studiata e ricostruita nella
sua distribuzione per sale dalla storica dell'arte Maria Carmela Masi.
La rinascita della Reggia di Carditello è un esempio lampante di come la comunità, il senso di civiltà in collaborazione con le istituzioni non solo protegga, ma possa salvare il nostro patrimonio inestimabile, incredibile, invidiato dall'intero pianela, eppure così fragile e delicato se non si dedicano tempo e risorse.
La serata di ieri sera è stata la dimostrazione che questa sinergia pubblico-comunità può rendere il nostro territorio ancora più forte e capace di auto rigenerasi, un po' come l'araba fenice, che non a caso è il simobolo anche della nostra associazione.
Il concerto di ieri sera aveva anche un dettaglio che a chi era presente non è sfuggito: non solo musicisti affermati, ma anche ragazzi tra i 14 ed i 18 anni allievi dell'Istituto Liceo Margherita di Savoia guidati dal maestro e professore Angelo Greco
Ancora una volta la comunità, il senso di appartenenza, la voglia di mostrare il lato ottimo della società che per troppo tempo ha subito lo scacco della malavita organizzata, era ieri sera in sala.
Grande merito al Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello, Maurizio Maddaloni, che ne sta gudando la rinascita, e soprattutto Dirigente scolastico Liceo Margherita di Savoia prof. Vincenzo Varriale ed al Coordinatore del liceo prof. Angelo Greco ed agli studenti che hanno speso tempo ed energie per cimentarsi in questo atto unico del grande maestro del Classicismo e della Scuola Napoletana del 700 Domenico Cimarosa, ed in particolare al Direttore d’orchestra Maestro Edoardo Ottaiano.
Hanno reso possibile la realizzazione dell'evento il Direttore Artistico Maestro Walter Omaggio ed il Maestro Enzo Amato Presidente dell’Associazione Domenico Scarlatti per la consulenza, ed al Baritono Maestro Luigi Cirillo Presidente dell'Associazione Nova Neapolis
Video - Concerto per i 10 anni della fondazione Reggia di Carditello
Photogallery (© 2026 Giovanni Di Cecca / MagnaPicture.com)












Complimenti Giovanni. Grazie per questo bellissimo articolo. Avendo partecipato all'evento, non posso che confermare e ringraziare chi ha reso possibile l'evento. I maestri Amato, Omaggio e l'ideatore maestro Cirillo.
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