Carlo Cataneo e il laboratorio del Real Albergo dei Poveri


di Giovanni Di Cecca 

La Napoli del 1700, fu anche un grande laboratorio di Ingegneria sociale, un Laboratorio, che cercava di coniugare sia il lato umanitario che il lato sociale dei poveri a Napoli.

Carlo III di Borbone, nella sua visione illuminata di Politica sociale e riformatrice, decise che era necessario al Regno di costruire un edificio che potesse dare ospitalità a tutti i poveri di Napoli e del Regno che erano stimati in circa 8.000 anime.

L'idea era quello di costruire il più grande palazzo pubblico d'Europa.

Per realizzare questa idea, nel 1749, si affidò all'architetto fiorentino Ferdinando Fuga.

L'edificio, nella sua versione originaria doveva essere lungo circa 600m, ma il complesso resterà sugli attuali 360m di lunghezza, che comunque è a tutt'oggi è uno dei palazzi più grandi d'Europa per cubatura, e fu costruito, in quello che oggi è uno dei centri di Napoli, ma nel 1749 era una parte ai margini del centro di Napoli.

Carlo Cataneo, era un grande incisore e fu chiamato a dirigere la Stamperia Reale a Palazzo Fuga da Ferdinando I delle Due Sicilie.

In un memoriale, di 8 pagine, Carlo Cataneo fece una supplica al sovrano perché potesse insegnare agli orfani, ai mendicanti l'arte del piombo e dell'incisione per rendere il Regno da un lato autosufficiente dal punto di vista della manifattura dei caratteri in piombo e dall'altro, dare un riscatto sociale, un'opportunità, ad una massa di persone che in quel momento erano solo dei reietti e trasformarli in membri produttivi della società napoletana.

Questo memoriale, ormai oggetto raro da collezione, mostra come la Napoli del 1700 che usciva da due secoli di dominazione e subordinazione spagnola del XVI e XVII secolo, cercava da un lato il riscatto sociale e dall'altro si poneva come Capitale Europea.

Del resto l'idea di Cataneo si colloca anche nel filone illuminista della Colonia di San Leucio (nota sia come l'Utopia di Ferdinano o Ferdinandopoli) i cui tessuti ancora oggi sono il fiore all'occhiello della Campania Felix


Nota Biografica

Carlo Cataneo [1803-1852] risulta attivo a Napoli tra la fine del XVIII secolo e la prima metà dell’Ottocento come incisore e tecnico tipografico legato alla Reale Stamperia. Documentato come direttore della fabbrica di punzoni e autore di un Saggio di caratteri, ornati e vignette pubblicato a Napoli nel 1828, per i suoi stessi tipi. La sua attività si inserisce nel sistema delle officine borboniche dedicate alla stampa e all’incisione. Il presente memoriale si colloca in tale contesto istituzionale e testimonia il ruolo di Cataneo quale interlocutore tecnico dell’amministrazione centrale, offrendo una fonte primaria di particolare interesse per la storia della tipografia e delle politiche sociali del Regno delle Due Sicilie sotto Ferdinando I di Borbone.

 

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